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In Spagna, istituzioni e bloggers collaborano per rinnovare il sistema sanitario nazionale

Il Ministero della Scienza e dell’ Innovazione riconosce il valore dei blog quali strumenti per condividere e accelerare informazione e consapevolezza: elementi essenziali in generale ed in particolare ad un moderno sistema sanitario.

Accade in Spagna, a Madrid, quando il 14 Giugno prossimo in occasione del primo “Congreso de la blogosfera sanitaria”, verrà ufficializzata l’ importanza dei blog nella comunicazione della salute e avviata una collaborazione tra i principali bloggers per l’ organizzazione di iniziative integrate tese a “democratizzare il dibattito sanitario.”

Istituzioni e bloggers uniti per rinnovare il sistema sanitario, a partire da programmi tesi a migliorare la comunicazione tra i vari stakeholder: pazienti e operatori della salute.

Davvero un bel progetto.

Che ve ne pare?

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Il viral di Glaxo: forse non è carino attirare la vostra attenzione così ma…

Sanofi Aventis e la signora Shirley: quando i social media sono un “pericolo”

“E non ho ancora finito…”

Shirley Ledlie è una donna americana sopravvisuta al cancro che ha subito una perdita permanente dei capelli a causa – lei sostiene –  “del farmaco Taxotere di Sanofi Aventis”.

Pur consapevole che danni gravi di tal genere sono frequenti in chi è affetto da tumore, Shirley denuncia che “in alcun modo Sanofi Aventis aveva evidenziato la possibilità di tale evento avverso: nessuna menzione, nessuna casistica, nessun dato”.

Dopo aver chiesto spiegazioni inviando diverse lettere, la tenace Shirley si è orientata verso strumenti di comunicazione non convenzionale.

E’ entrata nella pagina Facebook di Sanofi Aventis e ha postato foto a testimonianza del danno e denuncie circa la scorretta informazione che secondo lei accompagna il farmaco.

“Volete trasparenza?” – spiega Shirley in riferimento alla presenza di Sanofi in spazi aperti di confronto come appunto Facebook – “Bene, la voglio anche io. Voglio che Sanofi sia trasparente nei dati e nelle informazioni fornite”.

E come anticipato in apertura del post, Shirley non intende affatto fermarsi.

In attesa che si faccia chiarezza e in attesa anche di ascoltare la replica di Sanofi Aventis, la vicenda apre un precedente interessante e si configura come un monito per le aziende, farmaceutiche e non, le quali puntano a costruire una presenza sui social media.

“Essere trasparenti” non è solo un bello slogan ma un modo nuovo di relazionarsi col consumatore che impone anche il dovere di confrontarsi sugli aspetti più controversi.

Soprattutto quando l’ arena del confronto sono i social media.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Macchie sulla pelle? Scatta la foto, postala sull’ iPhone e ricevi la diagnosi di Google Goggles…

In questi giorni sui blog americani si discute riguardo alla possibilità di utilizzare Google Goggles, la nuova applicazione per  Android e iPhone, come  strumento per la prima diagnosi di disturbi dermatologici o qualsiasi condizione patologica i cui segni siano visibili in superficie, sulla pelle: malattie dell’ occhio, malattie vascolari, allergie, ecc.

Google Goggles, infatti, e’ un servizio che permette di effettuare ricerche a partire da una foto scattata e postata dall’ utente; le applicazioni sono sterminate: come descitto nella simpatica video-presentazione di Google,  si puo’ inviare l’ immagine di un monumento e riceverne la storia, oppure si puo’ scattare la foto ad un biglietto da visita e il servizio fornisce tutte le informazioni sulla persona cercata.

Insomma, Google Goggles si plasma sulle esigenze e la fantasia dell’ utente.

All’ interno di questa cornice, si inserisce l’ idea lanciata da alcuni blogger statunitensi: porre l’ applicazione a servizio dei medici come supporto alla diagnosi di determinate condizioni patologiche e/o alla ricerca di farmaci o qualsiasi tipo di informazione dedicata.

Inoltre, potrebbe essere lo stesso paziente a servirsi dell’ applicazione per gestire in modo attivo la cura della patologia, non bypassando ma affiancandosi al medico per un ruolo più consapevole ed informato.

Credo che vi siano i presupposti per declinare l’ applicazione nel modo descritto, incrementando quella compliance – in poche parole, il grado di adesione, fiducia, coinvolgimento del paziente – la cui lacuna è spesso il motivo per cui falliscono le prescrizioni del medico.

Se tale utilizzo prendesse piede, immagino già quanto ulteriormente aspra si farà la competizione delle aziende farmaceutiche per far comparire brand e farmaci ai primi posti nei risultati delle ricerche di Google sulle malattie e relative cure!

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Volkswagen e la Fun Theory, cambia il mondo divertendoti!

La Fun Theory e’ una filosofia di vita che punta sul gioco per convertire cattive abitudini in buone pratiche, con benefici tangibili sull’  ambiente, la salute, l’ umore.  

Su iniziativa di Volkswagen, la Fun Theory trova espressione in un suggestivo portale 2.0 dove vengono descritte le prime realizzazioni e i progetti in cantiere di questo innovativo modus vivendi.

Idee semplici ma con un’ impatto potenzialmente molto elevato.

Troppe volte non facciamo la raccolta differenziata? scegliamo la scala mobile per non “affaticarci”?  viaggiamo in bus senza biglietto?

Ecco le soluzioni della Fun Theory…

  1. Bottle Bank Arcade Machine.                                                                                                                                          Il raccoglitore di bottiglie di plastica trasformato in un videogioco che assegna tanti punti quante sono le bottiglie gettate: il raccoglitore-videogioco è già presente in alcune piazze ed ha raccolto notevole entusiasmo.                                                                                                                                      
  2. Piano Starcaise                                                                                                                                                                                      Le scale diventano tasti di un pianoforte e ad ogni nostro passo emettono una piacevole nota musicale.
  3. Fun Tram Tickets                                                                                                                                                                        Il biglietto del bus coincide con una partita di jackpot: prendi il biglietto, sali sul tram, gioca e scopri se  hai vinto.

Come vedete non c’ è niente di rivoluzionario ma piccoli progetti che se adeguatamente sostenuti hanno le carte in regole per convincere a modificare certe pessime abitudini.

Io sono un assiduo sostenitore di iniziative del genere che senza shock o allusioni a morte, malattia e simili, sensibilizzano ai temi sociali.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

 

 

“Realize your success”, la campagna 2.0 di Johnson&Johnson: molto di più che un bendaggio gastrico….

Il portale Realize di Johnson&Johnson è un formidabile esempio delle numerose e nuovissime opportunità che il Web 2.0 offre alle aziende del comparto salute per una comunicazione efficace ed empatica.

Dedicato ad un innovativo bendaggio gastrico regolabile che viene posizionato chirurgicamente attorno allo stomaco per limitare l’ assunzione di cibo, il sito combina in modo impeccabile contenuti razionali con contenuti emozionali: la comparazione tecnica tra il device e i prodotti concorrenziali con l’ onirica possibilità di cambiare vita, l’ invito alla cautela prima di sottoporsi all’ intervento con l’ esortazione a “godersela” una volta raggiunti i propri obiettivi di peso (come? “andando a fare shopping, comprando un CD, cambiando look, passando una giornata alla spa”).

Dicevamo del Web 2.0….

Ci sono 3 fondamentali aspetti che convertono il portale in uno spazio di aperta condivisione.

  1. Nel sito si insiste più di una volta sul fatto che l’ intervento chirurgico è solo il primo passo di un percorso il cui obiettivo – acquisire e mantenere un peso ideale – richiede l’ adozione di uno stile di vita completamente nuovo e il confronto costante con i professionisti del settore; su queste premesse, la Johnson&Johnson mette a disposizione dei suoi pazienti il proprio personale medico per sviluppare programmi di lavoro personalizzati, promotori di dieta, attività fisica e stile di vita cuciti addosso alle condizioni del paziente. Paziente che sul sito ha la possibilità di confrontarsi con gli specialisti e monitorare passo dopo passo i propri risultati.
  2. Come spiega l’ ottimo Deart, dal portale è possibile accedere ad una pagina dedicata su Facebook dove i circa 400 membri condividono esperienze e ricevono ricette e programmi di fitness da un gruppo di supporto online.
  3. Oltre a Facebook è stato aperto un canale You Tube le cui testimonianze, sia di medici che di pazienti, hanno ricevuto da Giugno ad oggi oltre 32.000 visite.

Insomma, un’ ottimo esempio di campagna di marketing 2.0 integrata ed in equilibrio tra promozione del prodotto e orientamento al paziente.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

L’ applicazione I-Phone per il rimorchio perfetto inguaia Pepsi

amp energy

Il marketing del settore beverage ci ha abituato a campagne “frizzanti”, centrate sulla forsennata ricerca di elementi di differenziazione che piu’ che al contenuto della bibita flirtano con cio’ che quella bibita rappresenta, uno stile da proporre al consumatore e dove il consumatore possa indentificarsi.

L’ ultima e’ della Pepsi, riguarda la nuova bibita energetica Amp Energy ed ha creato un bel po’ di “rumor”.

Nell’ obiettivo di sintonizzarsi col target di riferimento – pubblico giovane e di tendenza – Pepsi ha ideato un’ applicazione-guida che via I-Phone dispensa ai ragazzi consigli “su misura” su come rimorchiare.

“Su misura” perche’ i suggerimenti su come comportarsi e cosa dire cambiano a seconda delle caratteristiche della “preda”: punk, trendy, religiosa, amante dell’ arte…scaricando l’ applicazione, il ragazzo puo’ scegliere tra 24 profili e ricevere una strategia di corteggiamento personalizzata.

Ma non finisce qui.

L’ applicazione invia anche gli indirizzi degli hotel piu’ vicini e se il corteggiamento si conclude con una nottata passata insieme…il “successo” verra’ reso noto su Facebook e Twitter.

Inutile dire che si e’ scatenato un putiferio e la trovata non e’ piaciuta ne’ ai giovani ne’ tantomeno alle donne, che in molte hanno chiesto le dimissioni della Ceo di PepsiCo, Indra Nooyi….

“Pensavamo di essere spiritosi” – recita il mea culpa dell’ azienda pubblicato su Twitter – “se siamo stati di cattivo gusto, scusateci.”

Simone Di Gregorio