La FDA estende l’ uso delle statine anche a chi ha livelli normali di colesterolo; l’ ombra del disease mongering?

Solo fino a ieri erano considerati “sani”.

Da oggi in America un potenziale di 25 milioni di persone dovrà probabilmente iniziare ad assumere farmaci, statine per esattezza.

Ci sono novità infatti sul fronte della prevenzione delle patologie cardiovascolari,  principale causa di morte nelle popolazioni occidentali e vera e propria emergenza per il sistema sanitario.

Dopo i positivi risultati dello studio JUPITER, voluto e gestito da AstraZeneca per indagare il legame tra il rischio cardiovascolare e la proteina C reattiva – sostanza prodotto dal fegato ed associata a processi infiammatori -, la FDA ha deciso di estendere l’ indicazionde della rosuvastatina, commercializzata da AstraZeneca col nome Crestor.

In sostanza (leggete qui per approfondimenti) da ora in avanti negli Stati Uniti il Crestor potrà essere prescritto anche  a soggetti che presentino livelli normali di colesterolo ma un’ elevata concentrazione della proteina C reattiva.

In termini di mero marketing, si tratta come dicevo di 25 milioni di nuovi potenziali pazienti.

Non mancano le polemiche, come sempre accade in quei momenti in cui le Autorità sanitarie difatti trasformano quello che è oggi un soggetto “sano” in un paziente “malato” o comunque a suscettibile alla prescrizione del farmaco.

Da una parte, infatti, c’ è chi ritiene del tutto prematura e potenzialmente aggressiva l’ assunzione di statine in situazioni di normale livello di colesterolo, soprattutto in riferimento ai possibili effetti avversi e all’  impatto sulla spesa pubblica.

Dall’ altra c’  è chi, facendo leva sulle nuove evidenze scientifiche che pongono l’ enfasi sull’ importanza di un’ intervento precoce per prevenire efficacemente il rischio cardiovascolare, ritiene che l’ indicazione della FDA può consentire di riconoscere il rischio in nuovi soggetti oggi non consapevoli della loro condizione.

Di cosa stiamo parlando quindi?

Di una fondamentale innovazione per il trattamento del rischio cardiovascolare oppure si sta concretizzando il sogno di Henry Gadsden, ex amministratore delegato di Merck?

“Un mio grande rammarico” – rivelò Gadsden in un’ intervista –  “è che l’ uso dei farmaci sia relegato ai malati. Sogno di inventare farmaci per gente sana, da vendere a chiunque come fossere chewing gum.”

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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3 risposte a “La FDA estende l’ uso delle statine anche a chi ha livelli normali di colesterolo; l’ ombra del disease mongering?

  1. Rosuvastatina a 7 anni dall’uscita non ha ancora portato un dato tangibile di prevenzione primaria vera a differenza di simva e atorva.
    Perché dovrei scriverla?

  2. Inoltre il JUPITER è fatto a 20mg, quando normalmente si usano il 5 e il 10.
    Qua si raschia il fondo del barile…

  3. Grazie per la tua precisa segnalazione Mario.
    A presto.

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