Ecco come e quanto le Big Pharma americane pagano la classe medica

Come anticipato qualche settimana fa, su pressione delle Istituzioni e dell’ opinione pubblica, le Big Pharma americane iniziano a fare trasparenze su una questione attorno cui gravitano molte zone d’ ombra: tipologia e ammontare dei pagamenti elargiti alla classe medica.

Sottolineo che si tratta di un’ inizio dato che fino ad oggi sole 3 aziende hanno fornito i dati (resi pubblici in file scaricabili sui rispettivi siti Internet) e relativamente alle sole voci di attività formative (in primis relazioni durante congressi di settore) e di consulenza.

Nonostante siano quindi escluse voci importanti quali test, ricerche cliniche, viaggi e spese varie, per esempio di premi o gadgettistica, si tratta comunque di una svolta significativa.

A seguire, i dati delle 3 aziende in questione e che si riferiscono all’ ultimo quadrimestre del 2009.

  • Merck

Medici a cui sono stati elargiti pagamenti = 1.048

Pagamento medio per medico =$ 3.488

Totale pagamenti = $ 3.655.310 (il 20% dei medici ha ottenuto il 50% della somma)

Congressi/Convegni presidiati = 2.309

  • GlaxoSmithKline

Medici a cui sono stati elargiti pagamenti = 3.727

Pagamento medio per medico = $ 3.902

Totale pagamenti = $ 14.543.507 (il 10% dei medici ha ottenuto il 50% della somma)

  • Eli Lilly

Medici a cui sono stati elargiti pagamenti = 3.400

Pagamento medio per medico = $ 6.470

Totale dei pagamenti = $ 22.000.000

Che ve ne pare?

Simone Di Gregorio

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13 risposte a “Ecco come e quanto le Big Pharma americane pagano la classe medica

  1. Bene … come dici tu : è un primo passo = segno tangibile che le Big Pharma non possono sottovalutare la richiesta di trasparenza che viene dalla propria base di consumatori (l’intera popolazione mondiale).
    Il mercato esiste … ed invece di stracciarsi le vesti per queste prassi, è più utile usare forme di pressione (previa presa di coscienza del problema, stadio fondamentale).

    Prendiamo atto che – a prescindere anche da un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica – nella società internettiana (totalmente cablata) tutte le informazioni girano e vengono rapidamente condivise : saranno sempre più ristrette le zone d’ombra/tutti i soggetti che agiscono nella società-mercato (il mondo intero) dovranno comunicare buone-e-forti ragioni a sostegno del proprio operato.

    Nessuno escluso.

    Il trend iniziato è questo (e non da ieri).
    Bene.
    Anzi : ottimo.

  2. Ottimo lo spunto sul tema Internet.
    Oggi le informazioni corrono velocissime ed è difficile mascherare, celare, nascondersi.
    Credo che l’ intento delle 3 aziende sia stato quello di far luce in prima persona su tale questione, temendo fughe di notizie o distorsioni da terzi.

  3. Vedremo se sarà solo uno “specchietto per le allodole” (poco utile per loro stesse) o davvero un passo concreto nella direzione giusta …

  4. Concordo che sia un primo passo interessante. Che sia fatto “per amore” o “per forza” è comunque un dato in più verso una maggiore trasparenza, che trovo comunque positiva.
    Proprio ieri ho scritto su Medici, industria farmaceutica e conflitto di interessi (http://tecnologiaesalute.it/2010/03/11/medici-industria-farmaceutica-e-conflitto-di-interessi-una-questione-fondamentale-per-la-salute-di-tutti/) evidenziando come sia una partita molto attuale, che riguarda tutti e vede già delle interessanti iniziative da parte delle istituzioni e dei professional sanitari. E’ da vedere se e come la Rete e la sensibilizzazione e partecipazione dei cittadini-pazienti su questo tema riusciranno a favorire una maggiore trasparenza e una collaborazione più equilibrata tra industria e mondo sanitario, o detto più semplicemente ancora tra profitto e salute di tutti.

  5. Non vedo la novita’, ne lo scandalo.
    Altri non le pubblicano ?
    Oramai e’ tutto nei bilanci, da li puoi ben capire quanti soldi una ditta spende in marketing e vendite.
    Tra l’altro se da un lato le ditte cercano di condizionare le scelte con forme varie, e direi che questo e’ un fatto fisiologico in tutti i settori, dall’altro direi che il vero scandalo e’ quando chi e’ arbitro della salute sceglie sulla base dell’interesse personale. Capita, ovviamente, ma non poi così spesso.
    Non capita spesso che si indaghi, per esempio, su quanti interventi vengono fatti SOLO o principalmente per i rimborsi a DRG, quanta inutile diagnostica strumentale viene richiesta inutilmente o duplicata solo per interessi.
    Nel settore della salute c’e’ altro di grave da osservare. E raramente viene fatto.

  6. Piuttosto che continuare con questa sporcapolitica clientelare, le aziende dovrebbero pagare gli informatori, che operano con dedizione, sacrificio ed a rischio della loro incolumità.
    Poi, bisognerebbe fare luce su una realtà italiana: centinaia di informatori, pagati ,da aziende che propongono integratori, con poche lire, e tanto spesso, illusi e ingannati.
    La truffa è sotto gli occhi di tutti: si lancia un annuncio di lavoro e si dice: no fisso, no anticipi provviggionali…
    si richiede professionalità, auto propria ed impegno..
    Non solo hanno distrutto l’immagine dell’informatore medico scientifico, ma sfruttano i poveracci che hanno bisogno ed il tutto alla luce del sole

  7. cano simon,
    bel post! vorrei sapere proprio qual’è la situazione in europa….

  8. E’ un dato interessante,ma non credo ci siano addetti ai lavori che possano meravigliarsi del fatto che le aziende maggiori abbiano dei costi da sopportare nella sponsorizzazione di eventi ecm e simili,che sono autorizzati con richiesta al ministero.Semmai l’indagine andrebbe fatta per quella miriade di aziende che scorrettamente pagano in nero i medici o i farmacisti,non vi pare?

  9. Ciao domenico, come avrai letto su Linkedin concordo sull’ inedita opportunità offerta dalla Rete di fare chiarezza su questioni controverse che offuscano l’ immagine dell’ industria farmaceutica…a patto naturalmente che su tali questioni ci sia la voglia di fare chiarezza.

    @ Max, troubledsleeper e carlo
    Che aumenti la conoscenza su certe dinamiche trainanti l’ industria della salute è davvero l’ auspicio di tutti noi..

    @ Burgio
    Si tratta davvero di molti soldi…pensiamo per esempio che la sola Eli Lilly spende in un quadrimestre una cifra superiore a quanto TUTTE le aziende farmaceutiche americane hanno donato ad Haity dopo il terremoto…

  10. Io conosco dei Medici che sono aggiornati al giorno dopo la laurea e fanno della loro esperienza la Bibbia , dall’altro canto conosco anche aziende farmaceutiche che hanno creato letteralmente da zero nuove branche della medicina ( gastroenterologia Menarini-glaxo,
    emicrania glaxo disfunzione erettile pfizer ecc.
    pagare i medici perche’ acquisiscano informazioni nuove non e’ giusto ma lo e’ se serve il loro impegno per diffonderle ai loro colleghi in modo da diffondere nuove conoscenze in modo “critico” perche’ non dimentichiamoci che il confronto delle esperienze e conoscenze e’ sempre piu’ produttivo del semplice leggere un’articolo per valido che sia.

  11. C’è di che diventare depressi, per sostenere tali “spese” vengono chiusi centri di ricerca; il riferimento è per la situazione di Verona.

    • CONCORDO CON COLORO CHE VEDONO NELL’USO DI INTERNET E DEI SISTEMI INFORMATIVI ALTERNATIVI UN MIGLIORAMENTO DELLA SITUAZIONE. IL FUTURO SARà DI SICURO MIGLIORE QUANDO GLI ORGANI GOVERNATIVI SI RENDERANNO CONTRO CHE L’AUMENTO DELL’INFORMAZIONE FRA I CITTADINI NON LASCERà PIù A LORO LO SPAZIO PER NEGOZIARE CON LE INDUSTRIE. QUESTO MOMENTO SI AVVICINA ED ALLORA SARà NECESSARIO IMPORRE L’ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA VIGENTE ( italiana ed europea) SULL’ATTIVITà DI INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUI FARMACI. Ricordiamo che A MONTE del condizionamento dei medici c’è sempre la corruzione e l’inefficienza degli Organismi pubblici di controllo. GV

  12. Pingback: Pfizer rende trasparente il coinvolgimento dei (e i pagamenti ai) medici opinion leader nelle attività di R&S e Marketing « Life Marketing

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