Macchie sulla pelle? Scatta la foto, postala sull’ iPhone e ricevi la diagnosi di Google Goggles…

In questi giorni sui blog americani si discute riguardo alla possibilità di utilizzare Google Goggles, la nuova applicazione per  Android e iPhone, come  strumento per la prima diagnosi di disturbi dermatologici o qualsiasi condizione patologica i cui segni siano visibili in superficie, sulla pelle: malattie dell’ occhio, malattie vascolari, allergie, ecc.

Google Goggles, infatti, e’ un servizio che permette di effettuare ricerche a partire da una foto scattata e postata dall’ utente; le applicazioni sono sterminate: come descitto nella simpatica video-presentazione di Google,  si puo’ inviare l’ immagine di un monumento e riceverne la storia, oppure si puo’ scattare la foto ad un biglietto da visita e il servizio fornisce tutte le informazioni sulla persona cercata.

Insomma, Google Goggles si plasma sulle esigenze e la fantasia dell’ utente.

All’ interno di questa cornice, si inserisce l’ idea lanciata da alcuni blogger statunitensi: porre l’ applicazione a servizio dei medici come supporto alla diagnosi di determinate condizioni patologiche e/o alla ricerca di farmaci o qualsiasi tipo di informazione dedicata.

Inoltre, potrebbe essere lo stesso paziente a servirsi dell’ applicazione per gestire in modo attivo la cura della patologia, non bypassando ma affiancandosi al medico per un ruolo più consapevole ed informato.

Credo che vi siano i presupposti per declinare l’ applicazione nel modo descritto, incrementando quella compliance – in poche parole, il grado di adesione, fiducia, coinvolgimento del paziente – la cui lacuna è spesso il motivo per cui falliscono le prescrizioni del medico.

Se tale utilizzo prendesse piede, immagino già quanto ulteriormente aspra si farà la competizione delle aziende farmaceutiche per far comparire brand e farmaci ai primi posti nei risultati delle ricerche di Google sulle malattie e relative cure!

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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2 risposte a “Macchie sulla pelle? Scatta la foto, postala sull’ iPhone e ricevi la diagnosi di Google Goggles…

  1. Senza dubbio l’idea lanciata dai blogger nei confronti di un’applicazione simile è interessante e quanto meno originale. Permetterà non solo maggiore consapevolezza ma anche un quadro più chiaro di determinate patologie.Questo trascinerà con se’ l’interesse e l’occhio sempre vigile delle case farmaceutiche i cui interessi hanno talvolta il sopravvento. Non è facile però dare un cambio drastico alle abitudini acquisite e consolidate dei pazienti/fruitori/destinatari e lasciare che per una volta siano i grandi colossi farmaceutici ad adeguarsi alle abitudini dei più e non il contrario.

  2. Però la tecnologia portatile tira forte e fidelizza, anzi tramuta in ultrà la fascia dei più giovani … io sono fiducioso, sul cambiamento delle abitudini.
    Anzi : certo.

    SE dall’altro lato dello “specchio di Alice” c’è già un’intelligenza artificiale abbastanza evoluta (ma pare di sì) non ci vedo nulla di male ad usarla in modo utile alla diagnosi e all’assistenza medica durante la cura.

    Tra l’altro, il software di a.i. dedicato al riconoscimento di cose e persone, mi ricorda molto quello realizzato dalla Microsoft per il Surface … un caso ?

    Avete notizie del “benedetto” Surface ?

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