Merck rivela: “Paghiamo i medici perche’ promuovano il consumo dei nostri farmaci”

Dopo Eli Lilly, anche Merck rende pubblica sul sito Internet una lista di medici pagati per sponsorizzare l’ azienda e favorire l’ utilizzo dei suoi farmaci.

Si tratta di 1.078 “speakers” – medici ma anche infermieri e ricercatori – che promuovono i prodotti Merck in varie modalità: dalla comunicazione con i colleghi ed i pazienti all’ organizzazione di convegni fino alla scrittura di articoli e pubblicazioni.

Per questa forma di sponsorship, Merck ha investito nel 2009 circa 3 millioni di dollari.

Ciascuna attività promozionale (sono state circa 2.500) viene pagata 1.500 dollari ma i medici opinion leader possono arrivare a prendere oltre 22.000 dollari, mentre una dozzina di “speakers” prende circa 10.000 dollari.

La dichiarazione di Merck fa parte di una nuova politica di trasparenza che mira a ridurre il “misunderstanding” riguardo ai rapporti tra medici e big pharma, rafforzando così la fiducia del pubblico nell’ azienda.

Ed è all’ interno di una politica di orientamento al paziente che Merck inquadra queste relazioni.

Nel suo comunicato stampa, Merck spiega infatti che le attività in questione soddisfano obiettivi di educazione medico/scientifica di cui alla fine beneficerebbe il paziente stesso.

“Merck supports a variety of medical and scientific education initiatives for the purpose of helping health care professionals achieve improved health outcomes for their patients.”

Tutto vero e tutto giusto ma…

devono essere proprio le aziende ad occuparsi così preponderatamente della formazione dei medici?

e what about quelle piccole imprese che (come le grandi)  possono scoprire nuovi ed efficaci farmaci ma (a differenza delle grandi) non hanno soldi per attività di “sponsorship”?

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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2 risposte a “Merck rivela: “Paghiamo i medici perche’ promuovano il consumo dei nostri farmaci”

  1. Il punto è : esiste un diaframma, una separazione (pur sottile) tra il medico-professionista e il medico-subagente delle compagnie farmaceutiche ?

    Io non credo … la Scienza pura NON esiste.

    Se vogliamo discutere del “filtraggio” e della promozione delle piccole aziende virtuose … beh … ci sarebbe un’interfaccia ideale che si chiama Università italiana … ma …

  2. Quella linea e’ impercettibile da definire…a tal punto che mi affianco a te nel porre la domanda: esiste?
    Ma il problema non riguarda ne’ il medico ne’ le aziende, che fanno il loro.
    Il punto, che tu hai centrato, riguarda il fatto che sono soggetti terzi come Universita’, Enti, Associazioni a dover avere un ruolo centrale nella formazione dei medici, che poi significa progresso ed effettivi benefici per il paziente.

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