“Disease mongering”, il marketing che inventa le malattie

paxil

Forse si e’ esaudito il sogno di Henry Gadsen, Direttore Generale della multinazionale Merck.

Quale?….”Vendere farmaci a persone sane“.

Si chiama disease mongering e consiste nel creare patologie a tavolino per vendere i relativi farmaci.

Se ne discutera’ questo venerdi’ a Genova, in un convegno organizzato dal giornalista ed esperto di marketing farmaceutico, Luca Poma.

Secondo Poma, il disease mongering e’ una “tecnica di marketing di cui da tempo si e’ sempre avuto il sentore ed oramai codificata dalla letteratura scientifica internazionale”; si produce un farmaco, ne si legittima la patologia attraverso convegni – organizzati da medici consulenti delle aziende o organizzazioni di pazienti finanziate sempre dalle industrie – e si inizia a vendere.

Un esempio? L’ Influenza A.

“Il virus” – spiega Poma – “arriva a colpire, leggermente, molte persone; eppure si scopre che il tasso di mortalita’ e’ bassissimo, molto piu’ basso della normale influenza di stagione. Si muore per Influenza A ma per complicanze del paziente, non per la malattia in se’. Intanto Roche ha triplicato nei primi sei mesi del 2009 il fatturato grazie alla vendita del Tamiflu, il farmaco inizialmente indicato per sconfiggere il virus.”

L’ intervista a Poma, che vi consiglio caldamente di leggere, e’ del tutto moderata; non si tratta di una invettiva contro le aziende farmaceutiche (“che in molti casi ci salvano la vita e per questo dobbiamo ringraziare”) ma della contestazione di una pratica di cui iniziano ad eserci molti casi e che si declina o come invenzione di patologie – nei casi piu’ gravi – o come revisione dei criteri diagnostici, per esempio relativi al colesterolo o l’ ipertensione, a causa dei quali molte persone si ritrovano da un giorno all’ altro da sane a malate, oppure soggette a rischio.

Vediamo altri esempi citati da Poma…

  • Nel 2005 l’ OMS prevede fino a 7 milioni di morti per l’ influenza aviaria, ma alla fine i morti sono 262.
  • Il British Medical Journal denuncia che il 74% degli esperti che hanno compilato l’ ultima edizione del Dsm, il manuale diagnostico statistico per i disturbi mentali, erano in libro paga o comunque consulenti delle multinazionali che avrebbero dovuto produrre psicofarmaci per la cura di quelle malattie.
  • Nel 2001, dopo l’ attentato alle Torri Gemelle, Glaxo Smith spinge la promozione del Praxil, farmaco per i disturbi d’ ansia, facendo piu’ di un miliardo di vendite l’ anno; venne lanciato anche un call center dove pazienti rispondevano ad altri pazienti rassicurando sul funzionamento del farmaco; un anno dopo si scopri’ che in quel call center non c’ erano pazienti ma pr stipendiati dall’ azienda.

L’ impressione, suffragata dallo stesso Poma, e’ che si tratti di una pratica adoperata da alcune aziende che fanno leva su un vuoto di informazione relativo ad alcune condizioni cliniche per creare artificialmente un bisogno.

Forse, organismi internazionali indipendenti, trasparenti e rapidi nel definire i confini delle moderne patologie, potrebbero mettere un’ argine al disease mongering.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

Annunci

Una risposta a ““Disease mongering”, il marketing che inventa le malattie

  1. Pingback: Campagna di sensibilizzazione sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività: disease awareness o disease mongering? « Life Marketing

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...