Uno studio rivela, il Web 2.0 rinnova il marketing farmaceutico ma non sfiora la comunicazione medico-paziente

smart phone

8 per settimana

In media, sono le ore che un dottore americano spende su Internet per motivazioni di tipo professionale.

Un bel salto in avanti rispetto alle 2.5 del 2002.

Lo rivela l’ indagine “How digital is shaping the future of pharmaceutical marketing”, che analizza il modo in cui la tecnologia e i nuovi media modificano il panorama della comunicazione farmacutica e pone in particolare risalto il contributo della telefonia mobile nel processo di digitalizzazione delle attivita’ formative del medico.

Nel 64% dei casi, infatti, il medico ha uno smart phone e lo utilizza principalmente per la ricerca di informazioni, “delegando” al computer attivita’ piu’ complesse afferenti all’ aggiornamento professionale.

Le grandi case farmaceutiche hanno intercettato il trend e rinnovato le strategie di comunicazione immettendo sul Web servizi specifici, in parte “digitalizzando” attivita’ come i test clinici e le visite degli informatori scientici.

Per quanto riguarda invece il paziente, la ricerca stima che 60 milioni di americani accede ad Internet non solo per cercare informazioni ma anche per prendere decisioni concrete circa la propria salute e i trattamenti a cui farsi sottoporre; inutile dire che sono i blog, le communities ed i social network ad aver avvicinato al Web un numero cosi’ alto di persone.

Tutto bello, dunque, tranne una cosa: i medici sembrano finora non molto propensi a servirsi del Web 2.0 per comunicare in modo diretto e continuativo con i pazienti.

Chi paga le ore passare su Internet a rispondere alle richieste del paziente?

E se si verificasse una inondazione di email?

Una volta aperte ai pazienti le pagine su Facebook o Twitter, come fare a tenenere separato il pubblico dal privato?

Sono queste alcune (fondate, a mio avviso) domande che i medici si pongono relativamente all’ eventualita’ di proiettare i media sociali nella relazione col paziente e che finora sono rimaste prive di risposta, inibendo qualsiasi iniziativa.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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2 risposte a “Uno studio rivela, il Web 2.0 rinnova il marketing farmaceutico ma non sfiora la comunicazione medico-paziente

  1. questa tua nuova svolta mi piace, è molto affine al mio “lavoro”, credo che la situazione americana sia cosi, da noi c’è una situazione un po’ diversa, il medico ha diversi modi di repererire informazioni, se è in una clinica universitaria ha a dispozione molto materiale anche umano che lo pùo aiutare , diversamente altri ospedali, ultimamente cercavo dei immuno stimolatori e ho fatto fatica a trovare le informazioni on line delle aziende farmaceutiche.
    In molti medici la voglia di informarsi è piuttosto bassa, nonostante la necessita dei crediti ogni fine anno, il congresso è più vissuto come un momento sociale che di vero approfondimento.
    Oggi il pubblico è molto informato cercano terapie e consigli, tanto che lo scorso anno si voleva istituire un servizio di health coach privato, che i medici di base hanno fatto saltare, perchè di fatto di fronte alle scelte terapeutiche il cittadino è solo, non sa chi è in grado di affrontare quel problema specifico, i stessi medici di base sono informati su alcune cose meno che altre.
    Penso che le aziende farmaceutiche dovrebbero dare più informazioni on line e fanno bene a intraprendere questo nuovo percorso. Ho avuto un esperienza negativa collaborando al forum di Starnbene nel rispomndere ai lettori e ho smesso. Sul mio blog personalmente incorporo le domande che mi arrivano, ma collegarsi tutti i giorni e rispondere ci vuole tempo e impegno, qualcuno affida questo lavoro ai studenti di medicina, va bene per delle cose generiche come alixir, va bene per un copia e incolla di news, ma per problemi specifici ci vuole la competenza di un medico specializzato anche di una certa cultura, spero di esserti stato utile! :-))

  2. …molto utile!
    Ti ringrazio.
    Mi affaccio ora, per curiosita’ personale ma anche motivi professionali, al marketing declinato come promozione della salute…ed e’ effettivamente affascinante ma molto complesso, inclusivo di questioni controverse che si prestano anche a differenti interpretazioni.
    Percio’, ogni occasione di confronto con persone esperte e’ al tempo stesso un’ occasione di crescita!

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