Influenza A, un business da 500 milioni di dollari

febbre_suina

Mercato da favola o dovere sociale?

Dal kit diagnostico made in Italy al vaccino low cost cinese, gli operatori della salute hanno indirizzato il radar verso la febbre suina, ponendo gli sforzi di R&S a servizio di nuovi prodotti in grado di contenere l’ effetto della “pandemia”.

E le grandi multinazionali farmaceutiche sono in prima linea.

Sembrera’ cinico, ma col suo giro d’ affari stimato in 500 milioni di dollari la nuova influenza e’ una vera e propria manna dal cielo per le Big Pharma, “ringalluzzite” dopo mesi passati a fronteggiare gli effetti della crisi (contenuti rispetto ad altri settori ma comunque presenti), estesi piani di licenziamento, fatturati in calo o stazionari e complicata ricerca di nuove molecole capace di sopperire alla scadenza dei brevetti dei farmaci leader di mercato.

Dopo Novartis, Sanofi Aventis e le altre, anche AstraZeneca, gruppo farmaceutico anglo-svedese tra i primi 6 del mondo, ha deciso di gettarsi a capofitto nel nuovo business, con l’ obiettivo economico di rivitalizzare i ricavi, rimasti fermi nel primo semestre a circa 15, 6 miliardi di dollari.

“E’ tutta una questione di velocita’ “, spiega il CEO del Gruppo, David Brennan, “velocita’ nel commissionare i brevetti, ottenere il via libera dalle autorita’ regolatrici e commercializzare il farmaco“.

La proposta di AstraZeneca e’ un vaccino che, unico sul mercato, viene somministrato nella forma di spray; l’ azienda ha gia’ stretto un contratto di fornitura col governo americano da 12 milioni di dosi e un valore complessivo di 120-140 milioni di dollari.

Inutile dire che AstraZeneca sostiene la validita’ dell’ allarme: “Nessun virus ha mai infettato tante persone in tanti Paesi cosi’ velocemente”, sostiene Brennan, “e da decenni l’ Oms non pronuncia la parola “pandemia”, come invece ha fatto nelle ultime settimane.”

Intanto, a proposito di influenza A, vi segnalo questo post dove vengono riportate le stime del Codacons circa i costi che gli italiani dovranno subire per il piano di vaccinazione.

Simone Di Gregorio

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3 risposte a “Influenza A, un business da 500 milioni di dollari

  1. c’è anche la Glaxo, un grande business per tutti coloro che sono vicino al mondo della sanità. Allarme è vero, nel senso che si è visto che può colpire in modo piuttosto preoccupante i polmoni, sto preparando un dossier sulla prevenzione, gran bel post, il vaccino della sanofis non sarà disponibile prima di dicembre

  2. perchè tutto ciò non mi stupisce minimamente; anzi, era tutto prevedibile?

  3. @ gunther e saamaya
    C’ e’ un forte cinismo nelle dichiarazioni del CEO di AstraZeneca ma di fatto dietro ai farmaci ci sono aziende con fior fior di dipendenti che inevitabilmente considerano le patologie come delle opportunita’ di mercato.
    Mi auguro solo che questa corsa al vaccino sia accompagnata da una responsabilita’ di tipo etico, sociale.
    Gunther allora attendo con interesse il tuo dossier!

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