Twitter, Facebook and Co. rivoluzionano il marketing farmaceutico…ecco come le big del farmaco sperimentano il Web 2.0

farmaci

l marketing dell’ industria farmaceutica sta subendo un’ evoluzione senza precedenti.

Pur confrontandosi con una totale assenza di precedenti, normative e linee guida, le grandi aziende del farmaco stanno sperimentando le nuove applicazioni del Web 2.0., ridefinendo il panorama della comunicazione e attivando canali (mai cosi’) diretti con i consumatori.

E da un punto di vista sociale, di bene comune…questo rappresenta un’ opportunita‘ o un pericolo?

Il dibattito e’ aperto.

Da una parte, infatti, l’ industria farmaceutica e’ regolata da una normativa stringente che limita la comunicazione diretta al consumatore: troppo alto e’ il rischio che la diffusione di informazioni si trasformi in “pericolosa” promozione, alimentando una domanda di prodotti che e’ invece strettamente legata all’ esistenza di un reale fabbisogno e di specifiche condizioni cliniche. Stiamo parlano di un mondo dove un’ informazione erronea o un farmaco preso incautamente possono risultare fatali.

Dall’ altra, il consumatore ha raggiunto un’ inedito ed alto livello di consapevolezza circa determinate patologie ed il corrispettivo trattamento; dispone e richiede un ruolo attivo perche’, essendo in ballo la propria salute, pretende che la decisione di quale farmaco assumere sia condivisa col medico, e non semplicemente “subita”; non di rado, come confermano esperti del settore, e’ il paziente che influenza il medico nella fase di prescrizione dei farmaci, diventando vero e proprio “opinion leader” che le aziende aspirano ad intercettare e conoscere.

Vediamo allora quali sono alcune delle prime iniziative importanti prese dalle multinazionali farmaceutiche per catturare la voce e l’ attenzione del paziente attraverso i social media.

  • Procter&Gramble ha costruito una community online dedicata ai pazienti affetti da una particolare condizione clinica, la colite ulcerosa, dove chi partecipa si conosce e si confronta, condividendo storie ed esperienze di vita; alcuni medici di P&G, inoltre, forniscono informazione e consulenza clinica sull’ argomento.
  • Novo Nordisk ha aperto una pagina su Twitter, intotolata “Race with insuline”, dove il pilota Charlie Kimball, sofferente di diabete, racconta ai followers come proprio nonostante il diabete si possa condurre una vita normale e di successo, sul piano sia privato che professionale.
  • Merk ha aperto una pagina su Facebook dedicata al Gardasil, vaccino contro il tumore del collo all’ utero.
  • GlaxoSmithKline promuove abitualmente i suoi prodotti su YouTube.

Come vedete, vi sono approcci diversi all’ utilizzo del Web 2.0.

C’ e’ chi fa promozione di prodotto, chi invece costruisce piu’ sofisticate strategie di comunicazione che combinano le inevitabili  azioni di branding con l’ ideazione di spazi in cui chi soffre per determinate malattie ha la possibilita’ di incontrare altre persone che vivono lo stesso problema, ricevendo suggerimenti, consigli e, perche’ no, consolazione.

L’ azienda, dal canto suo, monitorando le “conversazioni” acquisisce informazioni preziose sul paziente: chi e’, cosa cerca, cosa chiede, cosa pensa.

Insomma, ci sono vari spunti di riflessione.

Voi che ne pensate?

Simone Di Gregorio

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4 risposte a “Twitter, Facebook and Co. rivoluzionano il marketing farmaceutico…ecco come le big del farmaco sperimentano il Web 2.0

  1. questo post mi riguarda molto da vicino, cercherò di essere obiettivo, da diversi anni grazie alla comunicazione di crea un aspettativa molto alta sui alcuni farmaci ed su internet prima ancora che il farmaco fosse autorizzato si poteva già direttamente acquistare.
    Un farmaco deve fare parte di una terapia, inserito in una prospettiva più ampia, l’automedicazione va bene per curare un raffreddore, un episodio di mal di testa occasionale. Qualche anno fa venne messa in commercio una molecola per dimagrire la sibimutramina, venne comunicata come la soluzione per curare l’obesità, nell’attesa della autorizzazione si acquistava su internet o al mercato nero, non la si prendeva associata a una dieta a una terapia anche se c’era scritto, dopo pochi e poco diverse morti sospette si sono dovuti ritirare tutti i farmaci associati a quella molecola. Non sono contrario alla auto medicazione o all’auto prescrizione ma ponendo dei limiti a volte pay passare il medico può essere pericoloso, sarebbe interessante che un medico tenesse e rispondesse alle domande su un blog , su twitter, questo invece è un esperimento interesante

  2. Ciao gunther, i nuovi strumenti di comunicazione offrono delle opportunita’ del tutto inedite e forse e’ arrivato il momento di una riflessione tra gli operatori del settore volta ad individuare delle linee guida, delle politiche comuni.
    Internet libera la conoscenza, in modo impensabile fino solo a pochi anni fa, ma nel farmaceutico serve una grande cautela perche’ come accennato nel post, una informazione sbagliata o comunicata in modo approssimativo puo’ diventare fatale.

  3. …penso che questi nuovi mezzi danno l’opportunità alle persone di comprendere di più…penso che il giudizio della rete sia più obiettivo di quello di tanti medici o tante aziende che hanno prospettive NON disinteressate

  4. Internet favorisce la conoscenza, senza dubbio, e questo e’ tanto piu’ importante quando si parla di salute, vita, sofferenza.

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